Un cloratore salino può garantirti un’acqua molto stabile, ma solo se mantieni sotto controllo questi aspetti: salinità corretta, pH stabile e cella pulita. Quando uno di questi fallisce, compaiono i sintomi tipici: “non produce”, aumenta il consumo, si accendono avvisi o l’acqua perde trasparenza.
1) Le basi per prolungare la vita del cloratore
- Salinità: mantieni il sale nel range raccomandato dal tuo apparecchio (se è troppo basso, produce poco; se è troppo alto, può dare allarmi o accelerare l’usura).
- pH tra 7,2 e 7,6: è il punto più importante per evitare incrostazioni nella cella e per garantire l’efficacia del cloro.
- Filtrazione sufficiente: il cloratore non funziona se l’acqua non circola; se filtri poco, la produzione diventa irregolare.
- Buona idraulica: la cella ha bisogno di portata. Cartuccia/filtro sporco = meno portata = produzione peggiore.
2) Cella: come controllarla e quando pulirla
La cella è il componente che richiede più manutenzione. Col tempo può accumulare calcare e la produzione diminuisce.
Segnali che indica la pulizia
- La produzione cala anche se la salinità è corretta.
- Compiono avvisi tipo “low chlorine / low production” con parametri corretti.
- Si vedono depositi bianchi o “croste” sulle piastre.
- Aumentano le ore di filtrazione e comunque è difficile mantenere il livello.
Pulizia corretta (senza danneggiare la cella)
- Spegnere la depurazione e chiudere le valvole se l’impianto lo permette.
- Smontare la cella con cura e sciaquare con acqua (a volte basta solo questo).
- Se c’è calcare incrostato: usa un detergente specifico per celle o una soluzione delicata tipo acido diluito in acqua (mai il contrario), per il tempo necessario finché non smette di fare bolle.
- Risciacquo completo e rimontaggio.
- Riavviare e controllare che non ci siano perdite.
Consiglio importante: pulisci solo quando serve. Pulire “per abitudine” accorcia la vita se fatto troppo spesso o con prodotti aggressivi.
3) Regolazione della produzione: come capire se è troppo bassa o alta
- Se l’acqua è a posto ma il cloro scende nei giorni di uso intenso/caldo, aumenta la produzione o le ore di filtrazione.
- Se senti odore forte, irritazione o cloro troppo alto, riduci la produzione e controlla il pH (un pH fuori range peggiora tutto).
- In estate, è normale aver bisogno di più ore o percentuale maggiore; in inverno, di solito si riduce molto.
4) Invernaggio (se lo fermi o l’uso cala molto)
- Riduci la produzione al minimo o spegnilo se non ci sono bagnanti, ma mantieni una routine base di filtrazione.
- Prima della lunga pausa, lascia il sistema pulito (cella controllata, filtro in buone condizioni) per non “partire male” in stagione.
5) Problemi tipici e soluzione rapida
- “Non produce”: controlla prima la salinità, poi il pH, poi la portata (filtro sporco) e infine la cella incrostata.
- Allarme sale: misura con strisce/strumento e conferma; a volte è un errore di lettura o acqua troppo fredda.
- Cella piena di calcare: quasi sempre è pH alto o alcalinità totale fuori controllo; correggi il pH e riduci la tendenza alle incrostazioni.
- Acqua torbida: non è solo “cloro”; può essere filtrazione insufficiente, chimica sbagliata o filtro saturo.


